Il calcio è firmato CARPI

    0
    5

    Schermata 2015-06-29 alle 17.16.46

     Pambianco Magazine n. 9

    Il distretto emiliano, dopo aver vissuto la crisi, torna a correre. Una rinascita trainata dalle grandi aziende di abbigliamento, legate a doppio filo col pallone. 

    Mai come a Carpi, il calcio diventa la cartina al tornasole del successo. A due passi dalla via Emilia, infatti, le aziende di abbigliamento Gaudì e Manila Grace, che negli ultimi anni sono state al centro di una crescita importante, sono legate a doppio filo col mondo del pallone. Al punto che entrambi i responsabili delle griffe giocano un ruolo fondamentale nel calcio: mentre Stefano Bonacini di Gaudì è azionista di maggioranza dello stesso Carpi Fc, salito quest’anno in serie A; Maurizio Setti di Manila Grace è patron dell’Hellas Verona, che la stessa promozione l’ha vissuta di recente. Una coincidenza che diventa la prova di un fenomeno reale, testimonianza di quanto Carpi sia tornato a essere un motore per il mercato. Una favola di rinascita e successo, quella del distretto. Ha vissuto la crisi, ha incassato la perdita di molti dei piccoli pro- duttori, è finito sotto il tiro delle malelingue che lo volevano nelle mani dei cinesi. Oggi, porta ancora le cicatrici delle due notti maledette del terremoto del 2012. Ma, alla fine, ha ritrovato le sue griffe che gli hanno rialzato la testa. Una storia a lieto fine, grazie a Liu Jo, twin Set, Blumarine e, appunto, Manila Grace e Gaudì: la produzione, nel 2014, ha ripreso la propria corsa mettendo a segno un fatturato complessivo sopra gli 1,4 miliardi di euro, cresciuto del 3,1% rispetto all’anno precedente. E, come dichiarato dallo studioso del distretto Franco Mosconi al Corriere della Sera, quasi la metà del fatturato  è stato realizzato da queste cinque aziende.

    Lo stesso Destino

    L’avventura imprenditoriale di Stefano Bonacini, presidente di Gaudì, inizia venticinque anni fa. “Dopo aver lavorato per un certo periodo come rappresentante – ha raccontato a Pambianco Magazine – ho fondato la Gaudì. Carpi, per la moda, è una terra piuttosto fertile ed è stato naturale avvicinarmi a questo mondo, anche perché in quel periodo, a Carpi, erano presenti circa 3mila aziende del settore tessile e tutta l’economia del distretto verteva sul settore tessile”. A detta sua, Gaudì e il Carpi fc viaggiano su due binari differenti. Magari, non ci saranno legami economici tra le due realtà, ma sicuramente c’è condivisione di destino e d’intenti: proprio quando la griffe ha raggiunto il successo, la squadra di calcio è stata promossa in A. E se gli si chiede com’è iniziato il suo percorso tra gli stadi, la mente ritorna a sei anni fa: “Sono stato trainato da quattro amici (tra cui proprio il Setti di Manila Grace, ndr), inizialmente come sponsor, per dare una mano al Carpi fc che era in crisi. Siamo partiti dal campionato di eccellenza per arrivare, in poco tempo, alla serie A. Ciò rappresenta un grande traguardo, ma anche una sfida perché la serie A è un fatto ‘da grandi’, che richiede uno sforzo economico non indifferente. La società, per la stagione appena conclusa, ha raggiunto un fatturato di circa 5 milioni di euro”. Anche il futuro di Gaudì è ricco di progetti, uno dei quali iniziato qualche mese fa: “Abbiamo dato vita ad Almagores, una nuova linea di pronto moda che ci sta dando risultati importanti e soddisfacenti. Abbiamo ampliato la licenza Denny Rose, per cui realizzeremo anche la pelletteria, acquisendo oltre al womenswear anche la linea dedicata alla bambina”. Il 2014 di Gaudì è stato positivo, nonostante il mercato domestico abbia subito qualche contrazione: “Grazie all’espansione sul mercato internazionale siamo riusciti a raggiungere buoni risultati, migliori rispetto ad altri anni: il fatturato ammonta a 90 milioni di euro”.

    Verona alla carpigiana

    L’altra piazza dove si gioca ‘carpigiano’ è Verona. Due anni fa era Maurizio Setti a trovarsi nei panni dello stesso Bonacini, festeggiando a sua volta l’ingresso in

    Schermata 2015-06-29 alle 17.16.57serie A dell’Hellas. Anche in quel caso il pallone è stato un riflesso del successo aziendale. Infatti, Manila Grace, marchio di proprietà di Antress Industry di cui Setti è amministratore delegato, negli ultimi anni è diventata un nome importante nell’abbigliamento femminile. tanto che, secondo un’indagine di Pambianco Strategie di Impresa, la sua azienda è tra le quattro carpigiane che potrebbero essere quotate in Borsa (le altre, nel distretto, sono Liu Jo, Twin Set e Blumarine che, guarda caso, supporta il Carpi fc come sponsor). Il marchio punta sull’export, con l’obiettivo di aumentarne la quota passando dal 43% al 70% in due anni: di recente apertura sono i negozi a Varsavia e a Parigi, oltre a essere già da tempo presente in Russia, Grecia, Cina e nei Paesi Arabi. Il brand ha chiuso il 2014 con un  fatturato pari a 51 milioni di euro, mettendo a segno una crescita del 2% rispetto all’anno precedente. Mentre l’Hellas Verona, secondo il sito Calcio e Finanza, ha terminato l’esercizio relativo alla stagione 2013/14 con un utile netto di 5,28 milioni di euro.

    La moda di Carpi, in ogni caso, sembra aver vinto la partita. Soprattutto, ha battuto con decisione coloro che non le avevano dato fiducia.