Incoming di CFS: et voilà, ecco i francesi

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    Schermata 2015-06-04 alle 18.54.04 5/06/2015

    CARPI – I sottotetti di palazzo Pio al piano del Museo della Città (ma perché non anche la suggestiva Sala delle Vedute?) si sono trasformati per un giorno in un quartiere fieristico davvero originale per l’incoming (alla lettera, un avvio di rapporti) ideato dal progetto Carpi Fashion System con la collaborazione di Promec, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Modena per l’internazionalizzazione. Una decina di buyer del Benelux e francesi, questi ultimi provenienti da Lione e Parigi, hanno potuto prendere visione dei campionari donna esposti da 24 aziende del distretto  carpigiano della moda, sia private label che produttrici finali. Il giorno successivo c’è stato anche il giro delle aziende, con buon esito di ordini. A fare gli onori di casa c’erano, oltre alla dirigente di Promec, Anna Mazzali, la referente di Carpi Fashion System, Norma Patelli, e gli esponenti della associazioni di categoria protagoniste del progetto Cfs: Roberto Bonasi, di Federmoda Cna (“Le aziende hanno mostrato di apprezzare l’iniziativa”), Davide Ansaloni, di Confindustria e Federico Poletti, per Lapam Moda (“La speranza è che l’interesse si tramuti in ordini”). Un passaggio fra gli stand è stato sufficiente per cogliere accenti decisamente positivi da parte degli importatori e distributori d’Oltralpe, colpiti dalla qualità dei modelli esposti, in qualche caso perfino sorpresi di trovarsi di fronte a collezioni che uno di loro ha definite “… di alta gamma, davvero belle e interessanti, anche per tutto quello che riguarda gli accessori”. Ma come funzionano questi contatti? Chi li organizza? «A veicolarli – spiega Anna Mazzali – è Promec che utilizza il canale istituzionale delle Camere di Commercio, come è avvenuto in questo caso, oppure società di consulenza presenti nei vari paesi e specializzate nell’internazionalizzazione.  E sul finire dell’anno ripeteremo l’esperimento di Carpi con compratori provenienti dai Paesi scandinavi, dalla Polonia e dal Canada». La rassegna del 27 maggio – che si è conclusa il giorno successivo con visite dei buyer alle aziende che li avevano interessati maggiormente – ha dunque utilizzato il canale istituzionale della Camera di Commercio italiana di Lione, rappresentata a Carpi dal suo segretario generale, Mirco Iadarola, che spiega: «E’ una iniziativa, questa, che è stata resa possibile dal buon rapporto professionale e umano che esiste con la Camera di Modena. Loro cercavano una certa tipologia di acquirenti e noi abbiamo operato una selezione fra gli importatori e i distributori. Lo facciamo anche per altri settori, come l’agroalimentare e l’aerospaziale, puntando su queste aziende piccole e medie che, nonostante tutte le difficoltà, dimostrano una passione per il lavoro che si traduce in qualità e bellezza esportabili in tutto il mondo. Sono realtà come queste che difendono il made in Italy. Nella moda – continua Iadarola – è accaduto in passato che con i Francesi ci siamo reciprocamente temuti. Oggi, invece, credo che Italia e Francia siano le sole realtà in grado di difendere una certa idea della moda e della qualità, in un mondo che tende generalmente a uniformarsi verso il basso. E tutti i buyer che sono venuti a Carpi continuano a dirmi: è impossibile non farsi piacere le cose che ci sono qui. Ed è una bellezza che comincia  dall’ambiente che è stato scelto: si poteva affittare un capannone, un luogo neutro, ma è sedi come questa che possono valorizzare l’economia ed esserne a loro volta valorizzate. In questo caso è potuto accadere – conclude Iadarola – perché si è riusciti a fare sistema:  Camera di Lione, Comune e Associazioni di categoria».