Le virtù dell’impresa familiare

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images-1Dietro una grande azienda c’è sempre un grande manager. Vale per tutte le aziende, ma per quelle familiari – che in Italia rappresentano il 60% della Borsa di Milano e la metà delle società con fatturato superiore ai 50 ml. – può essere più difficile applicarlo: non sempre, infatti, la famiglia che le controlla è in grado di esprimere il manager giusto al momento giusto.

 

E così c’è da pescare fuori dal mazzo, con tutta la fatica che portano con sé le scelte non scontate. Ma se funziona, la famiglia guadagna, l’azienda cresce, il manager si accredita dentro e fuori. C’è un teorema da applicare ? Più di uno, come illustrano con dovizia di particolari Bernardo Bertoldi e Fabio Corsico nel libro dedicato, appunto, ai Manager di famiglia. Però a leggere le 4 lunghe interviste al cuore del volume emerge chiaramente che questi insoliti matrimoni a tre sono d’interesse ma anche di sentimenti e di valori. Come la fiducia che traspare dal racconto di Aldo Bisio dei suoi anni in Ariston, scanditi da incontri settimanali, rigorosamente al venerdì mattina, con Paolo Merloni. O il rispetto di e per Paolo Scaroni, “amico e coetaneo” di Gianfelice Rocca, con cui “abbiamo fatto un’ira di Dio di cose” durante i suoi 12 anni in Techint. E poi Lorenzo Pelliccioli, che nel tratteggiare il profilo di Marco Drago – “una combinazione di talento, intelligenza, carineria, fermezza e tante altre cose che servono a tenere unita la famiglia, che arrivata alla quarta generazione è un organismo complesso. Poi è un vero imprenditore” – denota qualcosa di più di un semplice rapporto tra manager e imprenditore. A svelare il segreto, però,  è Gianni Mion: “Con tutti gli imprenditori con cui ho lavorato ho sempre cercato di capire quali fossero le caratteristiche  dell’imprenditore e poi di proporre quello che pensavo fosse il suo interesse”, prova a sintetizzare dopo anni al fianco dei Marzotto prima e del Benetton poi; confidando infine che è Leonardo Del Vecchio un altro imprenditore con cui avrebbe voluto lavorare, “un fuoriclasse”. Il libro si propone come un manuale per capi-famiglia e manager, fornendo agli uni strumenti utili per scegliere gli altri, e a questi ultimi  alcuni spunti per sopravvivere a lungo e in armonia nelle aziende familiari. Ma potrebbe anche aprire un nuovo interessante dibattito, capace di andare oltre i luoghi comuni sulle aziende familiari e di mettere finalmente a fuoco un passaggio fondamentale: la scelta del manager e la sua valorizzazione all’interno dell’impresa familiare. Il tema finora è stato sottovalutato, forse perché impone alle famiglie uno sforzo non facile di chiarezza e coerenza sui valori e le intuizioni che compongono il DNA  delle aziende di cui sono proprietarie. Ma ne va di quella maggiore resilienza di cui solitamente danno prova rispetto alle public company : un buon motivo questo per ragionarne a fondo. B. Bertoldi – F. Corsico “MANAGER DI FAMIGLIA” Ed. Gruppo 24Ore

(Il Sole 24Ore – 24.01.16)