Russia, made in Italy +15% nei primi otto mesi

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    Da Mosca arrivano i primi importanti segnali positivi che fanno sperare in una ripresa della domanda di made in Italy nel Paese.

    Secondo i dati anticipati da Pier Paolo Celeste, direttore dell’ufficio Ice di Mosca, le importazioni di moda in Russia dall’Italia sono cresciute di ben il 15,6% nei primi otto mesi del 2016. “C’è in generale un ‘revamping’ in Russia dalla ristrutturazione dei negozi agli eventi”, ha confermato Celeste e la dichiarazione fa seguito al lungo elenco dei brand italiani e stranieri che hanno aperto o stanno per aprire nuovi punti vendita soprattutto nella capitale. Lo scenario è approfondito da Pambianco Magazine nell’articolo dedicato al mercato della Federazione Russa pubblicato sul numero in uscita.

     

    Sono diversi i fattori alla base di questo fermento nel Paese che fino a poco tempo fa ha rappresentato uno dei mercati più problematici per il made in Italy. In primo luogo, la maggiore disponibilità di location in vie chiave della capitale. Peraltro, per il retail moscovita quello attuale pare un buon momento: lo conferma lo studio di Jll, società di consulenza specializzata in servizi immobiliari, secondo cui nel terzo trimestre dell’anno la percentuale di negozi sfitti nelle high street di Mosca è scesa del 2,8% al 10,2 per cento. Si tratta del miglior risultato dall’inizio del 2014. A questo si aggiunge poi la politica di alcuni retailer di allineare i prezzi a quelli italiani, rinunciando così a parte dei loro margini, e infine l’incremento del turismo locale va così a controbilanciare il calo dello shopping di lusso generato dai turisti russi all’estero (-37% nel 2015 in Europa). Un aiuto alla crescita dei consumi interni in Russia potrebbe arrivare anche dai turisti cinesi. Nei primi cinque mesi del 2016 sono aumentati del 63% secondo i dati dell’agenzia federale per il turismo Rosturism.

    Pambianconews, 1/12/2016